Corsi di galateo del cellulare nelle scuole

Anche l’uso del cellulare, o meglio il suo abuso, deve sottostare a precise regole di galateo, almeno in certi ambienti. Rispondere al telefono al cinema, così come davanti all’impiegato della banca, rappresenta un gesto di grande maleducazione.

Se poi si parla di scuola, la faccenda prende una piega nettamente diversa. Che rapporto hanno i giovani studenti con il cellulare? Un legame indissolubile, tanto che trascorrono le ore di lezione a mandare SMS, girare brevi filmati immortalando professori e compagni, scattare foto a più non posso per poi diffonderle in rete.

Queste abitudini, diventate ormai una consuetudine nella maggior parte delle scuole italiane, hanno fatto scattare un allarme che riguarda l’ossessione dei teenager per la tecnologia, cellulari e social network in prima linea. In un istituto scolastico di Milano, infatti, sono stati presi alcuni provvedimenti inediti che mirano a insegnare il galateo del cellulare agli alunni.

Lezioni di strumenti di comunicazione per due volte a settimana, fino alla consegna delle pagelle. Ecco che cosa ha escogitato il preside della scuola media Ricci, appartenente al comprensivo Cadorna, per correggere un uso scorretto della tecnologia da parte dei giovanissimi.

“È un problema che riguarda tutte le scuole medie: a quell’età si ritrovano già in mano uno strumento potentissimo, in accoppiata con Internet. Devono rendersi conto dei danni che possono causare. Non possiamo aspettare ci si presentino brutti episodi per muoverci, dall’anno prossimo chiederò di inserire questo laboratorio nell’offerta formativa della scuola.”

Così illustra questa iniziativa il preside Giovanni Del Bene, auspicando che con queste lezioni gli adolescenti apprendano i rischi relativi al pubblicare alcune tipologie di foto su Facebook, ad esempio, e anche a moderare il linguaggio usato nei social network, che spesso danneggia i coetanei fino a sfociare in episodi di cyberbullismo.

“Lo sapete che l’accesso a Facebook non è consentito alla maggior parte di voi? E che le parole scritte o dette possono essere violenza? Siete consapevoli che esiste la polizia postale autorizzata a intervenire in questi casi e a coinvolgere i vostri genitori?”.

Questo è l’estratto di una lettera inviata ai genitori di un gruppo di ragazzi, sorpresi a scrivere commenti molto offensivi su Facebook rivolti a una coetanea disabile. Tutto questo, infine, accade proprio in concomitanza di una polemica scaturita da un’iniziativa del Consiglio d’Europa, che sta varando una normativa per vietare WiFi e cellulari nelle scuole, entrambe tecnologie considerate potenzialmente dannose per la salute dei giovani.

(Fonte: http://www.diredonna.it/corsi-di-galateo-del-cellulare-nelle-scuole-39824.html)